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Fontana-dei-Cavalli
Fontana dei Cavalli
(in questa istantanea, la fontana si presenta alla vista dei cittadini e degli ospiti stranieri, in tutta la sua bellezza..... perché il Comune ha chiuso i rubinetti dell'acqua che in settimane di mancata manutenzione e pulizia rende la fontana un groviglio di muschi e licheni dall'orrendo colore marrone. Per cui, meglio una fontana bianca senza acqua che un fungo gigante travestito da fontana.  NdE)

"Fontana di acqua del mio paese. Non c'è acqua più fresca che nel mio paese. Fontana di rustico amore". Così scriveva Pier Paolo Pasolini in Poesie a Casarsa, e così non si può dire invece se pensiamo alle fontane della nostra città. Belle, importanti, antiche, e purtroppo sporche, nonostante gli sforzi della pubblica amministrazione, che neppure due mesi fa si è impegnata nella pulizia delle maggiori fontane di Ancona.

Succede così, che in un tranquillo pomeriggio d'agosto, la città semivuota, qualche turista armato di macchina fotografica e mappa della città, ci aggiriamo per il centro cittadino e come un qualsiasi turista poggiamo gli occhi sulle nostre belle fontane. E quel che si presenta al nostro sguardo attento, come a quello dei turisti che si trovano in città, è davvero deprimente.

Fontana-Calamo
Fontana del Calamo o delle 13 Cannelle


Piazza Diaz, qualche bambino che gioca, la fontana, già ripulita poco tempo fa, è di nuovo vittima dell'incuria: schiuma biancastra e oggetti gettati nel fondo della vasca, non sono affatto un bel vedere. In più punti la fontana è sporca. Ma c'è di peggio. Entriamo nel salotto della città, Piazza del Papa. Qui troviamo due gioielli: la Fontana di Piazza, detta anche Emiciclica, del diciannovesimo secolo, alla base della scalinata, ai piedi della statua dil Papa Clemente XII, e la Fonte dei Decapitati, del 1446, i cui bassorilievi ricordano i giovani martiri, che avevano lottato per ripristinare la libertà comunale, perduta dopo il colpo di stato di Clemente VII, che di fatto metteva un punto alla Repubblica di Ancona. Cartacce ovunque, non può definirsi una buona presentazione della Piazza. Stride e fa rumore questo contrasto tra storia, architettura e incuria. Fa rumore, e fa anche male, dispiace.

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Fontana di Piazza del Papa


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Fonte dei Decapitati


Fonte-dei-Decapitati
Fonte dei Decapitati


(particolare da notare: un rubinetto moderno in una fonte storica. Robe da chiodi!  NdE)


Procediamo, sperando di trovare una migliore situazione nel cuore della città. Ma è solo pia illusione. In Piazza Roma abbiamo la settecentesca Fontana dei Cavalli, maestosa, col suo bel putto, il Pupo di San Nicola, che dall'alto sovrasta la piazza. I suoi cavalli marini simboleggiano le tempeste che il dio del mare Poseidone poteva suscitare, mentre i delfini, sacri a Efrodite, augurano una buona navigazione. E la sporcizia che invade la vasca simboleggia l'incuria di molti, un senso civico che ha molta strada ancora da percorrere. La base circolare della fontana è rotta in un paio di punti, e magari chissà, si potrebbe forse sistemare. Nella vasca galleggiano lattine di coca-cola, bottigliette vuote d'acqua, carte accartocciate, confezioni di succhi di frutta. Così che sembra diventata un cestino della spazzatura. Forse che le fontane sono diventate un altro "contenitore" speciale, per la raccolta differenziata, che la città persegue con tanta cura e attenzione? A guardarle bene pare di sì, purtroppo.

Fontana-Piazza-Stamira
Fontana di Piazza Stamira


Non distante c'è la famosa Fontana del Calamo, dell'architetto e scultore Pellegrino Tibaldi. E neppure qui si scherza, tra piume di piccione spiaccicate sul fondo delle vasche e rifiuti vari. Resta ancora una speranza, la Fontana di Piazza Stamira. E' detta anche la fontana dorica, per via dell'elemento centrale, appunto una colonna dorica, col quale l'architetto Guido Cirilli volle, nel 1921, rendere un tributo alle origini greche di Ancona, quell'Ankon, quel gomito, che la tradizione vuole fondata dagli esuli Dori di Siracusa. Anche stavolta però restiamo delusi. Cannucce, piume di piccioni in quantità, varie specie di rifiuti, sono il paesaggio marino in cui nuotano quattro sparuti pesci rossi.

Fonte-del-Filello
Fonte del Filello


Non c'è di che stare allegri. Concludiamo questo breve giro turistico in cerca di "bellezze mal custodite"e, e ne abbiamo purtroppo trovate, confidando nell'ultima fonte da ispezionare. Nascosta in un vicolo cieco, lungo la scalinata a sinistra, di Palazzo degli Anziani, oltrepassiamo un arco, un po' a intuito, in cerca di quella che pare essere la più antica sorgente della città. Nessuna indicazione, ma la troviamo ugualmente. E' la Fonte del Filello, prima ancora Fonte Greca, e successivamente Della Cisterna. Risale al XV secolo. Fu la prima tappa, secondo lo storico Lazzaro Bernabei, che fecero per abbeverarsi i buoi che trasportavano il sarcofago di San Liberio sulla collina del Guasco. Piccola, seminascosta e pulita. Ignorata perfino da molti anconitani, non presenta traccia di sporcizia o incuria. Peccato quel cartello "acqua non potabile", che campeggia sopra la bocca da cui sgorga l'acqua. Peccato, davvero.

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