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Sondaggio - La castrazione chimica

Lo stupro sta diventando una piaga sociale di impensate dimensioni. Nello specifico, vogliamo rivolgere l'attenzione allo stupro perpetrato ai danni dei minori, una delle ignominie più grandi commesse da adulti "malati". Per questo, la pena inferta a tali "malati" deve essere vista sotto l'aspetto della comprensione e non del puro risentimento. Molti stupratori sono stati essi stessi vittime di abusi. Non per questo possono ricevere pene temporali, considerato l'alto pericolo di recidiva finita la pena carceraria. Altra soluzione conosciuta e fortemente dibattuta è la "castrazione chimica"

Siete favorevoli o meno a questa pratica inibitoria degli stimoli sessuali?

 

La castrazione chimica è un tipo di castrazione, solitamente non definitiva, provocata da farmaci a base di ormoni, indirizzata alla riduzione della libido e dell'attività sessuale.
Fu sviluppata come misura temporanea preventiva per stupratori e pedofili ed è applicata come parte della pena di reati a sfondo sessuale, in diversi paesi, inclusi gli Stati Uniti e Canada, Russia, Polonia, Regno Unito, Svezia, Danimarca, Norvegia, Spagna, Germania, Francia].
Spesso, la legislazione prevede che lo stesso pedofilo possa richiedere la castrazione chimica su base volontaria, talora ottenendo sconti di pena.
Alcune associazioni per i diritti civili ne contestano l'applicazione; in particolare l'ACLU (American Civil Liberties Union) sostiene che sia contraria alla costituzione degli Stati Uniti.
La questione riguarda l'obbligatorietà di un trattamento sanitario così invasivo e invalidante, da bilanciare con la necessità di prevenire un reato che lascia traumi gravissimi a vita su dei minori, a forte tasso di recidiva, e spesso ai confini con la malattia psichiatrica, che sfugge alla completa capacità di autocontrollo dei pedofili una volta liberati dal carcere.
In Svezia si è dimostrata efficace purché il soggetto non interrompa l'assunzione del farmaco.
Al di fuori dell'ambito della prevenzione e repressione del crimine, la castrazione chimica viene eseguita come fase preliminare nel trattamento ormonale per il cambiamento di sesso, da uomo a donna, nei soggetti transessuali. In questo caso, la trasformazione è irreversibile dopo circa sei mesi dall'inizio del trattamento farmacologico.
Il farmaco più in uso attualmente è il medrossiprogesterone. Agisce sul cervello inibendo gli ormoni che stimolano i testicoli alla produzione di testosterone. (vedi voce Wikipedia).

 
 
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